Visite oculistiche

La Visita oculistica ha lo scopo di determinare l’esistenza o meno di eventuali patologie dell’apparato visivo e indicare un corretto percorso terapeutico.

Una visita oculistica completa, in genere, si sviluppa in tre fasi. Inizia con un’anamnesi  e cioè la raccolta di informazioni relative alla condizione e alla storia oculare presente e passata personale e familiare del paziente, eventuale assunzione di farmaci o presenza di allergie specifiche.

Si passa poi all’analisi dei sintomi o dei disturbi lamentati dal paziente avvalendosi di specifici esami clinici e strumentali per determinare la condizione anatomica e la funzionalità dell’apparato oculare. Infine si arriva alla formulazione di una diagnosi e all’indicazione di un opportuno prescrizione terapeutica.

L’esame oculistico, con il progresso tecnologico attuale, può servirsi di una vasta gamma di strumenti che affiancandosi alle vecchie apparecchiature, consentono di studiare ed esaminare in modo approfondito l’apparato visivo, sia dal punto di vista morfologico che da quello funzionale. Naturalmente gli esami strumentali da effettuare vengono scelti dallo specialista in funzione delle esigenze legate al caso specifico oggetto d’esame.

 

 

Fondo Oculare

Bulbo oculareÈ un esame diagnostico che viene utilizzato per visualizzare le strutture interne del bulbo oculare (soprattutto corpo vitreo, retina e testa del nervo ottico).

Quando serve?
Tutte le persone si devono sottoporre all’esame del fondo dell’occhio con una periodicità che dipende dall’età, dal tipo di patologia dell’organismo e delle malattie oculari. Persone che non hanno alcun disturbo e hanno meno di 40 anni possono sottoporsi all’esame una volta ogni 18-24 mesi. Basta una volta l’anno per chi è affetto da miopia o da patologie oculari non gravi (oppure per individui sani con più di 40 anni). Chi ha problemi retinici o didiabete e ipertensione dovrà sottoporsi a controlli ravvicinati, la cui cadenza esatta deve essere decisa dall’oculista. Comunque è importante sottoporsi a un esame del fondo oculare anche quando si vedono per la prima volta dei lampi luminosi (fosfeni) o miodesopsie (mosche volanti o ragnatele). Nel primo caso il corpo vitreo potrebbe esercitare una trazione sulla retina, con rischio di un suo distacco.

 

Tonometria
Consiste nella misurazione della pressione interna dell’occhio. Si misura in millimetri di mercurio (mmHg).

Cosa accade se la pressione intraoculare è troppo elevata?
Le strutture interne dell’occhio si possono danneggiare. A correre i rischi più elevati è, in ogni caso, il nervo ottico: a lungo andare, se la pressione alta generalmente associata al glaucoma non viene ridotta, la vista diminuisce fino alla cecità. Infatti, se il nervo ottico subisce danni, gli impulsi bioelettrici che partono dalla retina (stimolata dalla luce) non riescono più ad arrivare al cervello (l’area deputata alla visione si trova nella zona occipitale della corteccia cerebrale ossia dietro alla testa).

La pressione intraoculare può essere anche troppo bassa?
Sì, ma è più raro. Può avvenire, ad esempio, come complicanza di un intervento chirurgico (ad esempio del trapianto di cornea oppure in seguito a trabeculectomia, un’operazione a cui si può ricorrere nelle forme di glaucoma che non rispondono all’impiego di farmaci).

 

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